Un ponte sul fiume Tanaro

I ponti uniscono ciò che natura separa.

Nel 1944, in piena seconda guerra mondiale, Alba assiste costernata al bombardamento del proprio ponte sul Tanaro da parte dell’aviazione angloamericana, il ponte Carlo Alberto, unica via di collegamento con l’OltreTanaro verso Torino.

Dal suo abbattimento alla sua ricostruzione anni dopo, il passaggio sul fiume è “assicurato” per mezzo di una chiatta mossa da funi collegate alle due sponde ma con portata limitata tanto che gli autocarri non possono passare al di là.

Gli Albesi del dopoguerra si rimboccano le maniche tra mille difficoltà e il ponte viene ricostruito ponendo le basi per lo sviluppo della città.

Ma ….se non fosse stato ricostruito o ritardato di anni, Alba sarebbe stata la stessa di oggi? Certamente No!

Nel 1985 si apre al traffico il nuovo ponte strallato sul Tanaro a completamento della sopraelevata di Alba, primo tassello di quella che ad oggi è la grande incompiuta: il collegamento tra la città di Asti e quella di Cuneo.

Ma…. se di nuovo così non fosse stato? Se fossimo costretti ad attraversare il Tanaro con il solo ausilio dell’ottocentesco ponte Carlo Alberto, la città che conosciamo fatta di multinazionali, di piccole e medie aziende, di tessuto sociale sano e vivace, avrebbe avuto lo stesso successo? No!

Oggi uscire ed entrare in città nelle ore di punta è diventato un incubo. Il minimo intoppo paralizza l’intera città, il numero di veicoli che attraversano le nostre strade è raddoppiato, il completamento dell’autostrada Asti Cuneo rimane incerto e a Verduno si sta realizzando un nuovo ospedale in sostituzione di quello di Alba e di Bra “sapientemente” adagiato sul fianco di una collina franosa il cui accesso rimane una incognita.

In questo quadro si inserisce il dibattito attuale sul terzo ponte sul Tanaro

Visto come è andata in passato e guardando al futuro, non è forse venuto il momento di realizzarlo?

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